Ilario Bandini

Ilario Bandini nasce a Forli il 18 aprile del 1911 da una famiglia di agricoltori come tanti a Villa Rovere nel Forlivese. Finite le scuole inizierà a lavorare come meccanico e tornitore. Quindi la sua vita si incrocerà da subito con l'automobile e con ruoli diversi in una costante presenza. Ricoprirà, in fasi alterne, la figura del pilota, del preparatore, del costruttore e quindi dell'imprenditore. Lo farà con il classico estro dell'italiano che con fantasia e tenacia persegue il suo sogno. Un estro che sarà in grado di tenerlo attivo fino all'età di quasi 81 anni. Così anche la sua attività imprenditoriale terminerà alla sua morte, anche se fino alla fine lavorerà come se il tempo, per lui, non dovesse fermarsi. 

      

La svolta che determinerà l'inizio del successo avviene verso i 40 anni, si potrebbe dire, con un doppio giro di boa. Difatti è nei primi anni del 50 che le prime Bandini arriveranno negli Stati Uniti d'America, in mano ai piloti Dick Gent e Bob Said e con loro i primi successi. Così le sue auto saranno apprezzate per le doti di leggerezza e stabilità per i telai brevettati in tubi in acciaio speciale a sezione ellittica. All'importatore italoamericano, Tony Pompeo, nasce un'idea e cioè che quei telai potessero risultassero ancora più competitivi nella categoria fino a 750cm³ equipaggiati di motori Crosley. Ma ad Ilario non basterà e apporterà modifiche anche sui propulsori nel totale rispetto delle regolamentazioni, modificherà lubrificazione, cilindrata, distribuzione, assemblando il tutto su telai di soli 18kg e nelle sinuose carrozzerie di Motto che aveva ben compreso lo stile Bandini.

Così nacque la 750 Sport Siluro e con le esportazioni si incrementò la produzione. Bandini si guadagnerà il rispetto con il successo nelle corse oltreoceano, la stampa specializzata ne confermerà il valore con copertine e servizi. Ilario da quel momento curerà personalmente ogni aspetto: progetto, stile, collaudi, tutto fino alla definizione dell'ultimo dettaglio. Difatti, dal 1953 anche le carrozzerie vengono autoprodotte e i motori Crosley subiranno radicali trasformazioni. Alla fine dello stesso anno sarà quarto nel campionato italiano sport 750cm³.

Nel 1954 alla produzione della sport siluro si affiancherà quella della Formula 3 con una nuova linea e importanti evoluzioni meccaniche. Negli USA intanto, nel campionato SCCA, James Riley, Jim Pauley continuano ad ottenere successi da podio nella classe FM e HM in gare nazionali e internazionali.

Nel 1955 Dave Michaels con una Bandini-Offy da 1.625cm³ nella classe EM (fino a 2.000cm³) vince a Watckins Glen combattendo ad armi pari con Ferrari Monza, Maserati, Cunningam, e Ferrari Mondial auto queste di maggiore cilindrata. Nella categoria H-M (fino a 750 cm³) Dolph Vilardi vince il campionato statunitense battendo concorrenti su Crosley Special, Renault, Giaur, Panhard, Siata, Nardi, ecc.

Ilario Bandini con Enzo Ferrari nel 1964

Queste le basi su cui si evolverà tutta l'opera di Ilario Bandini, capacità di innovazione, concretezza operativa e volontà lo porteranno a diventare uno dei costruttori italiani più apprezzati. E così che nel 1981 riceverà dall'Università di New York la laurea honoris causa in ingegneria meccanica, nel mentre una Bandini verrà esposta al Museo Marconi di Los Angeles ed una medaglia gli verrà assegnata dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano come "giusto riconoscimento di tanti anni svolti a favore dello sport italiano".

Nel 1985 vestirà il casco un'ultima volta a Predappio per salire con la sua 1.300 16 Valvole. Qualche anno ancora per un'ultima creazione, una Berlinetta 1.000 turbo 16V che terminerà all'età di 80 anni, appena prima di spegnersi a Forlì nel 1992. A dieci anni dalla morte, la città di Forlì ne onorerà il ricordo intitolandogli una piazza.

Ma questo è solo un breve sunto di una persona che ha fatto della propria vita il mezzo per realizzare i propri sogni.

Per approfondire in maniera più estesa il percorso umano e sportivo di Ilario Bandini vi rimandiamo alla sezione specifica
su Wikipedia che è verificata dal pronipote Michele Orsi Bandini attuale CEO di Bandini Automobili.

Bandini Automobili Forlì

La Bandini Automobili Forlì ha iniziato la sua attività di casa automobilistica nel 1946 ed è terminata il 12 aprile 1992 con la scomparsa del suo fondatore, l'ingegner Ilario Bandini. Lo stemma raffigura un galletto rampante e una caveja romagnola simbolo della città di Forlì posti su fondo giallo con la bandiera italiana che lo delimita sul lato inferiore.

La storia di questa piccola casa automobilistica si fonde con la vita di Ilario Bandini: pilota, costruttore e ingegnere honoris causa. L'attività iniziò con l'intenzione di creare vetture da corsa, si ritagliò il proprio spazio soprattutto nell'ambito della categoria 750cm³ di cilindrata.

Si distinse per la capacità, nonostante le limitate disponibilità e dimensioni artigianali, di creare in casa telai, motori bialbero e carrozzerie; limitando al massimo la collaborazione con ditte esterne. Come costruttore, ha contribuito a diffondere nel mondo la creatività e lo stile italiano. È infatti negli Stati Uniti d'America che le Bandini ottennero i maggiori successi sportivi vincendo i seguitissimi campionati nazionali SCCA (Sports Car Club of America) nel 1955 e nel 1957 (vicecampione nel '54 e nel '58) e quelli della regione sud/ovest dal 1961 al 1963, partecipando anche a gare del campionato mondiale per auto sport biposto.

Dalla metà degli anni sessanta, interrotti i rapporti con l'estero, la "Bandini Automobili Forlì" rallenta la produzione ma non rinuncia alle nuove sfide proposte dalla modernizzazione continuando ad innovare le proprie vetture sotto l'aspetto telaistico, motoristico, aerodinamico e stilistico con immutato entusiasmo e passione per le corse, peculiarità che delinea il profilo di chi le costruiva, di chi le portava in gara e di chi le ammira.

Il registro storico ha censito le Bandini esistenti rilasciando 46 certificati d'originalità ai proprietari di Bandini diffusi nel mondo; un buon numero è negli Stati Uniti, ma ne esistono anche in Giappone, Germania, Inghilterra, Paesi Bassi, Svizzera, Federazione Russa e naturalmente in Italia.

Per i modelli prodotti vedi apposita sezione

Produzione di auto nuove in "Continuation"

E' già in programma l'attivazione del settore Continuation, con una prima realizzazione del modello Bandini 750 sport internazionale, soprannominata "Saponetta". Si tratta difatti di un modello basico in versione pista che avrà una meccanica aggiornata, quindi attualizzata, mentre lo stile sarà solo una evoluzione minimale per garantire un maggior grado di sicurezza. Ma potrà anche essere omologata li dove ci fosse l'interesse per un utilizzo stradale. 

 

Forse meglio chiarire le possibilità e le differenze delle varie versioni:

  1. Replica FR , ovvero in Fedele Riproduzione, si intende la possibilità di riprodurre fedelmente ogni parte, fin dove possibile, dell'originale realizzazione.
    • si realizza solo su richiesta e non può ottenere alcuna omologazione.
  2. Replica A , ovvero con Aggiornamento, si intende la possibilità di riprodurre formalmente ogni parte ma su meccanica moderna.
    • si realizza solo su richiesta e non può ottenere alcuna omologazione.
  3. Continuation P , ovvero per uso Pista, si intende la realizzazione di un modello aggiornato, come la versione Replica A, ma maggiormente performante e con una linea che evoca l'originale ma si adegua alle caratteristiche necessarie.
    • si realizza solo su richiesta e può ottenere una omologazione one-off.
  4. Continuation S , ovvero per uso Stradale, si intende una ulteriore evoluzione rispetto alla versione P in grado di offrire maggior confort e sicurezza anche per un uso "tradizionale".
    • si realizza solo su richiesta ed in Limited Edition, omologabile come one-off o piccola serie a seconda del grado di personalizzazione richiesta.

Per la lista dei modelli inseriti nel programma Continuation si rimanda alla specifica sezione.

Per tutti gli altri modelli è prevista solo l'ipotesi di realizzazione in One-off.

I Modelli classe '900

Le caratteristiche produttive e quantitative dell'azienda sono quelle tipiche di un'attività artigianale. La produzione infatti, concentrata quantitativamente negli anni Cinquanta e primi anni Sessanta, è di sole 75 auto, tutte destinate e sviluppate per competizioni. Tale finalità impone che, nella maggior parte dei casi, scelte tecniche e stilistiche siano inclini più ad assecondare regolamenti tecnici, il naturale processo di sviluppo o esigenze del periodo che a seguire una precisa richiesta di mercato. È quindi più corretto parlare di tipo che di modello, poiché si registrano anche notevoli differenze tra un esemplare e l'altro dello stesso modello. Queste peculiarità unite ad alcune caratteristiche comuni le rendono spesso esemplari unici di una già limitatissima e inconfondibile produzione. È inoltre possibile trovare Bandini che, all'origine o nel corso degli anni, siano state equipaggiate di motori differenti per accordi commerciali o semplicemente per correre in categoria diverse.

Si possono quindi distinguere i seguenti tipi:

Ogni tipo sopra indicato è collegato ad una specifica pagina di Wikipedia in cui è possibile reperire informazioni dettagliate, anche queste pagine sono verificate da Michele Orsi Bandini.